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Qual è l’Errore più Grande che Fanno i Farmacisti nel Gestire la Mobilità delle Persone all’Interno delle Farmacie?

Gli Esperti che Hanno Contribuito a Questa Guida

1) Elettra Curtodi Arredi Curto
2) Selma Bentayebdi CRC
3) Valter Perfettidi Effe90
4) Lorenzo Lanidi Ekofarma
5) Gianluca Conte di Farmacon
6) Pier Francesco Verlatodi T.H. Kohl

Introduzione

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Le Risposte degli Esperti

"Visite frettolose all'interno della farmacia"

Bisogna partire dal presupposto che l’obiettivo del farmacista deve essere quello di prolungare il più possibile il tempo di permanenza della clientela all’interno della propria farmacia.
Per fare ciò bisogna creare delle condizioni di comfort e di benessere per ogni tipo di utenza. Un’ ottima illuminazione, una sapiente climatizzazione l’ordine e degli interessanti percorsi aiutano parecchio in questo.
L’errore più comune è quello di non dare al cliente un’esperienza piacevole, riducendo la visita in farmacia ad una frettolosa incombenza da sbrigare

  • Illustration

    Elettra CurtoArchitetto - Ingegnere Civile AmbientaleArredi Curto

"Aspettare il cliente dietro il bancone"

L’errore dei farmacisti, secondo il nostro punto di vista, è aspettare il paziente/cliente dietro il bancone.
Di per sé la mobilità non dovrebbe essere un problema se si soddisfa subito il bisogno primario di assolvere la fase etica delle ricette.
I Farmacisti tendono troppo a rimanere dietro il banco quando invece a volte potrebbero uscire e avere un approccio più diretto.

"Mancanza di un sistema per il cliente"

Una delle cose che mi hanno maggiormente colpito durante le mie lunghe permanenze all’interno delle farmacie è che le persone si mettono in fila spesso con la paura di perdere il posto senza guardarsi intorno non vedendo l’ora di essere serviti per andarsene.
Ma quello che ancora di più mi colpisce è che nella maggior parte dei casi il farmacista non mette sotto osservazione questo fenomeno accettandolo passivamente subendo quindi il fatto che i suoi clienti compreranno solo ed esclusivamente ciò che avevano programmato precedentemente.
L’errore sta proprio nella mancata consapevolezza che questo “sistema” è il primo responsabile di mancati guadagni e fidelizzazioni.
E' sempre più necessaria invece un’attenta osservazione da parte del farmacista che dovrebbe apportare le giuste modifiche (come detto in altri paragrafi).
Questo per far sì che il tempo trascorso all’interno della farmacia sia piacevole e che si allunghi il più possibile anziché farsi prendere invece dall’ansia della fila da smaltire in fretta e furia, pensando in questo modo di non scontentare la clientela.

  • Illustration

    Valter PerfettiGeneral Manager di Effe90

"Stare in trincea"

A mio avviso il restare ancorati dietro il banco.
Il momento contestuale non aiuta certo in tal senso, ma uscire dalla "trincea" mostra al cittadino/cliente/paziente un nuovo approccio.

"Disposizione errata degli espositori"

La disposizione di espositori da pavimento, forniti dalle aziende del parafarmaco, di dimensioni e colori più svariati, che - alla fine - disorientano i clienti perchè oscurano gli altri prodotti presenti sugli espositori della farmacia.

  • Illustration

    Gianluca ConteAmministratore di Farmacon

"L'uso di un percorso obbligato"

Il percorso obbligato, oggi, è un errore perché bisogna lasciare libere le persone di circolare liberamente, di muoversi rapidamente verso ciò a cui sono più interessate.
In questo senso, sono di assoluta importanza la comunicazione ed i focal point che favoriscono una ricerca rapida del prodotto o del reparto di interesse.
Inoltre, la farmacia post-Covid dispone, quando possibile, di ingresso e uscita separati.

Informazioni Utili

I pareri degli esperti che ho presentato in questa guida rappresentano per lo più figure professionali come il fisioterapista, il massaggiatore, l'osteopata ed il chiropratico che lavorano direttamente (con le loro mani) sui pazienti che soffrono di mal di schiena.
Ci sono comunque altre figure mediche che possono essere di grande aiuto nella valutazione del mal di schiena, soprattutto quando questo non si risolve velocemente o tende a ripresentarsi spesso.
In questi casi potrebbero essere intelligente prendere in seria considerazione l’avvalersi del parere di un:
● reumatologo ● fisiatra● neurochirurgo (di aiuto solo su indicazione medica).
E’ inoltre utile sapere che per coloro che risiedono in Svizzera le prestazioni dei:
● chiropratici ● agopuntori (se medici)
sono rimborsate direttamente dalla cassa malati base.
Per quanto riguarda le prestazioni offerte da:
● osteopati ● massaggiatori medicali ● agopuntori (non medici) ● sono rimborsate invece dalla cassa malati complementare e non necessitano di una visita medica prima.
N.B.: I trattamenti effettuati da un fisioterapista sono rimborsati dalla cassa malati base ma è necessaria una prescrizione medica per ottenere il rimborso.

Conclusioni

“Personalmente, penso che la collaborazione tra varie figure professionali, come quelle presentate in questa guida di esperti, sia la soluzione ideale nella gestione del mal di schiena.
Potrebbe benissimo essere che dopo che un chiropratico ha lavorato sulla componente articolare del mal di schiena, il paziente possa essere preso in carico da un massaggiatore per trattare eventuali tensioni muscolari.
Oppure potrebbe essere che l’opera terapeutica svolta da un osteopata sia completata da un fisioterapista che si occupa specificamente di rieducazione a taluni movimenti e/o al rinforzo muscolare.”

  • Illustration

    Michele Barzaghi

    Marketing Strategico per Farmacie
    Michele Barzaghi affianca i titolari di farmacie ad accrescere in maniera significativa sia il loro fatturato che i loro margini di guadagno attraverso un attento studio dei loro clienti reali e potenziali.
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